SCEGLI IL CINEMA
filtra per filtra per

Snowden

  • Uscita:
  • Durata: 134min.
  • Regia: Oliver Stone
  • Cast: Joseph Gordon-Levitt, Nicolas Cage, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Rhys Ifans, Scott Eastwood, Ben Schnetzer, Timothy Olyphant, Lakeith Lee Stanfield, Joely Richardson, Christy Meyer, Jaymes Butler, Robert Firth, Logan Marshall-Green, Ben Chaplin, Bhasker Patel, Demetri Goritsas, Michael Benz, Andrew Dits, Patrick Joseph Byrnes, Simon Berhe
  • Prodotto nel: 2016 da BORMAN/KOPELOFF, IN ASSOCIAZIONE CON WILD BUNCH, TG MEDIA
  • Distribuito da: BIM
  • Tratto da: libri "Snowden - La vera storia dell'uomo più ricercato al mondo" di Luke Harding (ed. Newton Compton)e "Time Of The Octupus" di Anatoly Kucherena
Vedi programmazione

TRAMA

Ritratto personale e affascinante di una delle figure più controverse del XXI secolo, l'uomo responsabile di quella che è stata definita la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani. Nel 2013 Edward Snowden lascia con discrezione il suo impiego alla National Security Agency e vola ad Hong Kong per incontrare i giornalisti Glenn Greenwald ed Ewen MacAskill, e la regista Laura Poitras, allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti. Consulente esperto di informatica, legato da un impegno di massima segretezza, Ed ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani. Disilluso rispetto al suo lavoro nel mondo dell'intelligence, Snowden raccoglie meticolosamente centinaia di migliaia di documenti segreti per dimostrare la portata della violazione dei diritti in atto. Lasciando la donna che ama, Lindsay Milis, Ed trova il coraggio di agire spinto dai principi in cui crede. Questa è la storia di Edward Snowden raccontata analizzando le motivazioni che hanno trasformato un giovane patriota ansioso di servire il suo Paese in uno storico delatore, e ponendo domande provocatorie riguardo a quali libertà saremmo risposti a rinunciare per consentire ai nostri governi di proteggerci.

Dalla critica

  • Cinematografo

    “Il terrorismo è la scusa. Quello in atto è un programma per far sì che gli Stati Uniti abbiano il controllo economico e sociale dell’intero pianeta”. Dopo il doc premio Oscar Citizenfour di Laura Poitras, grandissimo esempio di cinema verità in grado di immortalare in tempo reale l’esplosione di uno tra gli scoop mondiali più importanti dell’ultimo decennio, Oliver Stone ha deciso di portare sul grande schermo non “solo” il Datagate, ma l’intera storia di Edward Snowden, l’uomo responsabile di quella che è stata definita “la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani”. Snowden riporta il regista di Platoon e JFK a maneggiare tematiche scottanti attraverso un cinema che sia alla portata di grandi audience: il film, naturalmente “occupato” nella sua interezza dalla presenza del suo protagonista, un ottimo Joseph Gordon-Levitt, non smette mai di concedersi allo spettacolo (anche grazie alla fotografia di Anthony Dod Mantle, ad un ottimo montaggio, di Alex Marquez e Lee Percy, e alle musiche di Craig Armstrong e Adam Peters) ma, allo stesso tempo, fa di tutto per rimarcare i vari passaggi della carriera di Snowden e la conseguente deriva dei programmi di sorveglianza di massa perpetrati dalla NSA (l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana). Lasciando che l’andirivieni temporale tra il racconto dei fatti e i fatti stessi esploda in maniera dirompente. Facendo sì che l’impianto thrilling della vicenda resti sempre in bilico tra il freddo calcolo informatico e il controverso aspetto umano. Il film parte proprio dal 2013, quando Snowden – nascosto in un hotel di Hong Kong – decide di incontrare i giornalisti Glenn Greenwald ed Ewen MacAskill, e la regista Laura Poitras, allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti. Consulente esperto di informatica, legato da un impegno di massima segretezza, Ed ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani. Disilluso rispetto al suo lavoro nel mondo dell’Intelligence, Snowden raccoglie centinaia di migliaia di documenti segreti per dimostrare la portata della violazione dei diritti in atto. Lasciando la donna che ama, Lindsay Milis, Ed trova il coraggio di agire spinto dai principi in cui crede. Eroe dei nostri tempi, e Oliver Stone non ha difficoltà a dipingerlo come tale, Snowden ci costringe a riflettere su quale sia il confine tra il garantire “sicurezza” e il violare la libertà dell’individuo. Ma attenzione, sembra volerci ricordare il film attraverso gli ottimi inserti relativi ai rapporti lavorativi (e umani) tra Ed e i suoi colleghi e/o superiori alla CIA (su tutti il Corbin O’Brian interpretato da Rhys Ifans): qui non si tratta semplicemente di sentire minacciata la sacra inviolabità della nostra privacy, ma incominciare a riflettere su quali saranno (quali siano) le guerre “reali” che agli Stati Uniti interesserà combattere. Perché “l’Iraq tra vent’anni sarà un buco nero di cui non fregherà più nulla a nessuno, mentre la vera minaccia sarà rappresentata – a livello informatico – da Cina, Russia e Iran”. Il patriota, traditore, “whistleblower” Edward Snowden ci ha messo in guardia. E Oliver Stone non fa molto per tranquillizzarci: “Basta che al potere salga la persona sbagliata, disposta a premere quell’interruttore. E la dittatura chiavi in mano è servita”, fa dire al suo protagonista. E la mente corre a Donald Trump, salvo poi scoprire, ascoltando lo stesso Oliver Stone, che noi europei siamo “sconcertati da Trump, che non ce la può fare, ma l’alternativa è la Clinton, che rappresenta il sistema Usa e la mentalità americana, quella del ‘o con noi o contro di noi’. Con lei al comando la situazione sarà più dura, ostile e militarista rispetto a Obama”. Come la metti la metti, siamo rovinati.

  • Corriere della Sera

    Stone, rispetto allo stile psichedelico di molto suo cinema, si attiene qui ai fatti con un racconto rispettoso e cauto, dove è chiaro da che parte sta ma non è chiaro chi alla fine vincerà la storica partita. Protagonista del film referendum tratto dal libro di Harding, Joseph Gordon-Levitt che ha studiato il modello e vi si attiene con espressiva discrezione fra la sua bella Shailene Woodley, Cage e Melissa Leo.

  • Il Mattino

    Abbastanza fedelmente ricalcata sul libro inchiesta del giornalista inglese Harding (...), la posizione del regista è senz'altro ultra-schierata: i servizi segreti del suo odiosamato paese non cercano affatto, come s'affannano a comunicare, di combattere il terrorismo bensì di arrivare a esercitare un subdolo controllo della privacy su scala nazionale e internazionale. Purtroppo Stone sembra avere affievolito sia la grinta sia il gusto compositivo dei film migliori, perdendo per strada la possibilità di sostituire un approccio creativo e avvincente alla mera ricostruzione dei fatti: più bio-pic che spy, story, «Snowden» si rivela una sommatoria di controverse piste psicologiche, comprendenti noiose schermaglie sentimentali innescate dal connubio del protagonista con una maestra di lap-dance (!). Riuscita, così, può considerarsi solo l'interpretazione del versatile Gordon-Levitt (...) dispiace che Stone non cerchi di svariare su toni meno declamatori e soluzioni di messinscena più sorprendenti e, soprattutto, di schivare l'effetto Wikipedia destinato con l'apparizione finale del vero Snowden addirittura a tramutarsi in un'agiografia imbarazzante.

  • La Repubblica

    Incalzante il ritmo, efficace l'interpretazione di Joseph Gordon-Levitt, sofferto nello sdoppiamento di personalità.

  • La Stampa

    Classe 1946, Oliver Stone è il cineasta più «politico» della sua generazione; e anche il più controverso per il piglio provocatore con cui si cala nei fatti della Storia. Qui l'autore del discusso 'Nixon', il virtuosistico cineasta di un 'Jfk' in odore di complotto Cia, il documentarista troppo simpatizzante per Castro e Chávez, si imbatte nel personaggio Edward Snowden e realizza un film forte e convincente come non gli succedeva da anni. (...) il regista sceglie un passo di cinema classico, che ha indotto non pochi commentatori a definire il film un tipico 'biopic' hollywoodiano, salvando solo l'interpretazione, in effetti convincente e concentrata, di Gordon-Levitt. A nostro avviso, invece, questo stile meditato è funzionale ad avvicinarci umanamente a Snowden, a rispecchiarne il carattere schivo, ad apprezzarne la moralità, insomma a metterci dalla sua parte. Sarà anche uno Stone meno provocatorio del solito, ma è puro cinema politico.

  • Il Messaggero

    A settant'anni appena compiuti il grande regista di 'Platoon', 'Wall Street' e 'Natural Born Killers' ci regala un film potente ma controllato (...).

  • Il Giornale

    E' tante cose in una questo 'Snowden', firmato Oliver Stone. E' un biopic, ma non nel senso tradizionale con il quale siamo soliti confrontarci. E' un thriller politico, che regala trenta minuti finali tesi e coinvolgenti, pur essendo l'epilogo di una storia conosciuta ai più. E' il riscatto di un regista che, negli ultimi anni, non ne ha azzeccate molte (...). E' la fotografia efficace di un livello di sorveglianza invasiva, che si fa beffe della nostra privacy, da parte di chi, con la «scusa» della sicurezza, controlla minuziosamente le vite di ognuno di noi (sicuramente, la visione della pellicola vi porterà a comportamenti diversi con la tecnologia). E' anche, e soprattutto, un film interpretato in maniera meravigliosa da Joseph Gordon-Levitt, perfetto nel dare volto ed emozioni del famoso ex tecnico della CIA, consulente informatico della NSA (...). Bentornato Oliver Stone.

  • Libero

    Piacerà anche a chi da molti anni non vedeva un bel film di Stone e lo riteneva ormai perduto per il buon cinema. Il suo 'Snowden' non è forse quello reale (Oliver ne ha fatto un eroe idealista alla Frank Capra), ma la sua parabola è persuasiva e coinvolgente. E l'accusa principale (la creazione di un apparato liberticida) va indubbiamente a segno.

VEDI TUTTE LE RECENSIONI

In programmazione in questi cinema

Cosa vuoi fare?

Idee per il tempo libero

SCOPRI TUTTI GLI EVENTI

Altri film nei dintorni

Shut In

Shut In

  • Uscita:
  • Regia: Farren Blackburn
  • Cast: Naomi Watts, Oliver Platt, Jacob Tremblay, Charlie...

Mary Portman è una psicologa infantile che lavora senza mai allontanarsi dalla sua casa, dove riceve a domicilio i...

Scheda e recensioni
Babbo bastardo 2

Babbo bastardo 2

  • Uscita:
  • Regia: Steve Pink, Mark Waters,...
  • Cast: Billy Bob Thornton, Kathy Bates, Tony Cox,...

Willie Soke, ladro con la passione per il whisky a buon mercato, ben alimentata dall'avidità e dall'odio, e il suo...

Scheda e recensioni
La festa prima delle feste

La festa prima delle feste

  • Uscita:
  • Regia: Will Speck, Josh Gordon
  • Cast: Jason Bateman, Olivia Munn, T.J. Miller, Jillian...

Carol, amministratore delegato di un'azienda, cerca di chiudere la filiale gestita dal fratello scapestrato Clay....

Scheda e recensioni
Non c'è più religione

Non c'è più religione

  • Uscita:
  • Regia: Luca Miniero
  • Cast: Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela...

Una piccola isola del Mediterraneo e un presepe vivente da realizzare come ogni anno per celebrare il Natale. Purtroppo...

Scheda e recensioni

Nel frattempo, in altre città d'Italia...