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Sully

  • Uscita:
  • Durata: 95min.
  • Regia: Clint Eastwood
  • Cast: Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Sam Huntington, Mike O'Malley, Jamey Sheridan, Anna Gunn, Autumn Reeser, Jeff Kober, Holt McCallany, Chris Bauer, Jane Gabbert, Ann Cusack, Valerie Mahaffey, Molly Hagan, Max Adler, Patch Darragh, Tracee Chimo, Brett Rice, Ashley Austin Morris, Cooper Thornton, Christopher Curry, Clayton Landey, Wayne Bastrup, Leslie Castay, Graham Sibley, Grant Roberts, Jedediah Jenk, Eric Lee Huffman, Scarlett Mellinger, Sierra Mellinger, Noelle Fink, Patty Tobin, Cathy Fielding, Lisa Brown (II)
  • Prodotto nel: 2016 da FRANK MARSHALL, ALLYN STEWART, TIM MOORE, CLINT EASTWOOD PER FLASHLIGHT FILMS, KENNEDY/MARSHALL COMPANY, MALPASO PRODUCTIONS
  • Distribuito da: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Tratto da: autobiografia "Highest Duty: My Search for What Really Matters" di Chesley Sullenberger e Jeffrey Zaslow
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TRAMA

Il 15 gennaio del 2009, il mondo assiste al "Miracolo sull'Hudson" quando il capitano "Sully" Sullenberger compie un ammaraggio d'emergenza col suo aereo nelle acque gelide del fiume Hudson, salvando la vita a tutti i 155 passeggeri presenti a bordo. Tuttavia, anche se Sully viene elogiato dall'opinione pubblica e dai media, considerando la sua come un'impresa eroica senza precedenti, alcune indagini sulla decisione presa, minacciano di distruggere la sua reputazione e la sua carriera.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Ha tutti i crismi del capolavoro civile il nuovo film di Clint Eastwood, Sully , fuori concorso al 34° Torino Film Festival e sicuro contender, a partire da Tom Hanks, ai prossimi Academy Awards. Il 35esimo lungometraggio di Mr. Eastwood racconta una vicenda vera, giĂ  passata alla storia come Miracolo sull’Hudson: l’ammaraggio del volo U.S. Airways 1549 sul gelido fiume Hudson a New York, in seguito al grippaggio di entrambi i motori causato dall’impatto con uno stormo di oche canadesi, il 15 gennaio 2009. Il comandante Chesley Sullenberger (Tom Hanks) alla cloche dell’Airbus A320, insieme al copilota Jeff Skiles (Aaron Eckhart), fece l’impresa: salvare tutte le 155 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, a bordo. Dimenticate il comandante Francesco Schettino della Costa Concordia, Sully fu l’ultimo ad abbandonare il velivolo, dopo aver perlustrato la carlinga due volte per sincerarsi che nessuno fosse rimasto indietro: un eroe, celebrato a furor di popolo com’è giusto che sia. Oltre 50mila i messaggi di stima e tributo ricevuti. Eppure, Eastwood non ha subito deciso di farne un film. Sully, questo il diminutivo di Sullenberger, dimostrò grande calma nell’emergenza, la sua decisione di abortire il rientro all’aeroporto internazionale La Guardia si rivelò giusta, la scelta dell’opzione ammaraggio pure, e la manovra fu effettuata con grande perizia: a non renderlo un robot, per giunta, sarebbero arrivati gli incubi, l’insonnia, lo stress post-traumatico. Che cosa cercava Clint? Semplice, la conditio sine qua non per un film: il conflitto. “Il vero conflitto, per me, è arrivato dopo, quando – ha dichiarato il regista – le autoritĂ  per la sicurezza dei trasporti l’hanno interrogato sulle decisioni prese, sebbene Sully avesse salvato così tante vite”. Sono state le audizioni del National Transportation Safety Board sul forzato ammaraggio a far decollare Sully , peraltro su una rotta non dissimile da quella scelta da Robert Zemeckis per Flight , interpretato da Denzel Washington. Per comprensibili motivi drammaturgici e patetici – la costruzione a incastro, tra flashback e flashforward è uno dei sicuri punti di forza – Eastwood ha accorciato la distanza temporale tra il salvataggio e le audizioni, ma non ha inventato nulla:  sull’eroe richiesto del perchĂ© e del percome delle sue gesta Clint ha ravvisato lo spettro del politically correct e non ha avuto alcuna pietĂ , regalando a Sully e a noi spettatori un grande film, capace di elogiare il tutti per uno nell’uno per tutti, la collettivitĂ  nell’individualitĂ  eccelsa, l’unione solidale nella forza del singolo. Non mancano, anzi, battute ironiche (il cocktail inventato per Sully, due dita di Grey Goose e uno spruzzo d’acqua, non si batte!), dialoghi fulminanti (non difettano nememno nelle sequenze da court drama vero e proprio), affidati a un cast in stato di grazia – oltre a Hanks e Eckhart, Laura Linney, Sam Huntington, Anan Gunn, Autumn Reser e via scorrendo – nĂ© l’elogio del senso di responsabilitĂ , del fare bene il proprio lavoro, condizione necessaria e sufficiente, in fondo, perchĂ© si possa essere eroi. Ognuno di noi, ogni giorno. Anarchico di destra, libertario collettivista, Clint fa di Sully un grimaldello anti-sistema, colui che rivendica il fattore umano contro gli algoritmi, le simulazioni al computer, la cieca efficienza e l’occhiuta indifferenza dei soloni e dei catoni. “Nessuno ci ha avvisati. Nessuno ci ha detto della perdita dei motori all’altitudine piĂą bassa nella storia dell’aviazione”, rivendicò in aula Sullenberger. E vinse, tenendo a braccetto la veritĂ  dei fatti. Coinvolgente, serrato, empatico, Sully evoca, anzi, pre-evoca l’avvento di Trump in questo assolo collettivo anti-sistema, soprattutto, riafferma il potere del cinema, dell’arte tutta, quale fatto politico, quale affondo ideologico, presa di coscienza etica. E lo fa nella cornice del film d’impegno civile e resilienza umana, il solo capace di ribaltare un quasi certo disaster movie in una success-story umanista. Avercene di Sully, avercene di Clint.

  • Il Messaggero

    Si trema pensando a cosa avrebbe potuto diventare una storia simile in mani meno ferme: grande spettacolo, manipolazioni plateali dello spettatore, scene ricattatorie di panico e distruzione, retorica patriottarda e familista (...). Niente di simile per fortuna. A 86 anni il regista di molti dei più bei titoli americani dell'ultimo ventennio (...), pilota il suo film con la stessa calma sicurezza del suo protagonista, un accigliato, misuratissimo e memorabile Tom Hanks. Concedendo il giusto allo spettacolo, ma sempre restando 'all'altezza dei personaggi', anche se quell'aereo in planata libera sopra New York potrebbe scatenare un nuovo 11 settembre, come dimostrano gli incubi di cui soffre Sully anche a occhi aperti. L'essenziale infatti è non perdere di vista i protagonisti grandi e piccoli di questa vicenda, ovvero quel 'fattore umano' che il pilota invoca in commissione d'inchiesta per dimostrare come il suo intuito sia stato più efficace di tutte quelle simulazioni al computer proiettate in aula. E peccato che Eastwood, unico peccato veniale del film, non fidandosi abbastanza della nostra immaginazione, non mostri nemmeno un istante la commissione d'inchiesta ascoltare sgomenta la registrazione solo sonora di quei 250 fatidici secondi di emergenza, visualizzando invece subito tutto con la potenza appunto di un film.

  • La Stampa

    (...) Clint Eastwood, che avrà pure 86 anni e il difetto di esternare posizioni politiche reazionarie, si dimostra una volta di più cineasta epico di classica limpidezza di stile. La vicenda del pilota di linea Chesley Sullenberger (...) è narrata con essenzialità, senza mai forzare i toni; e sottolineando invece la nota morale e umana. Nella personificazione di Tom Hanks - come sempre magico per credibilità, intensità, capacità di sfumature - Sully non è solo un abile pilota: è un essere profondamente responsabile.

  • Avvenire

    Eastwood affida il ruolo del protagonista a Tom Hanks, con capelli e baffi bianchi, perché se c'è un attore al quale uno affiderebbe la propria vita, questo è proprio lui, che aveva già salvato il suo equipaggio attaccato dai pirati somali in 'Captain Phillips' e in pericolo nello spazio in 'Apollo 13'. (...) Come di consueto, Eastwood adotta uno stile di regia asciutto ed essenziale, contando sulla solida sceneggiatura di Todd Komannicki (basata sull'autobiografia dello stesso Sully) e sulla forza dell'interpretazione di Hanks, Eckhart e Laura Linney (...). Senza dubbio il regista ha firmato progetti più innovativi e dirompenti, ma 'Sully' (...) è uno di quei film capaci di portare la gente al cinema e di regalare fiducia in una umanità pronta a dare il meglio di se stessa semplicemente facendo il proprio lavoro con dedizione e competenza. Perché forse è proprio di questi eroi che il mondo ha bisogno oggi.

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